MOLLY TUTTLE & GOLDEN HIGHWAY
“City Of Gold”
(Nonesuch Records, 2023)

La cantautrice, chitarrista, suonatrice di banjo e insegnante di musica della tradizione bluegrass, Molly Tuttle, ormai non è più una sorpresa. Proveniente da una famiglia di musicisti, ha respirato musica tradizionale fin dall’infanzia e già dal 2017, anno del suo debutto discografico solista (con l’EP Rise), è stata insignita del premio, per la prima volta assegnato ad una donna, quale Guitar Player ot the Year dalla International Bluegrass Association (premio assegnatole anche nel 2018). Dopo un paio di album di transizione (When You’re Ready del 2019 e il disco di cover But I’d Rather Be With You del 2020) è con Crooked Tree che definisce la direzione del suo sound, un’energico bluegrass influenzato dagli amici Old Crow Medicine Show di Ketch Secor (compagno di Molly Tuttle), con i quali collabora e che sono presenti nell’album, oltre il grande virtuoso di dobro Jerry Douglas, qui anche in veste di produttore.

Crooked Tree fa incetta di premi e funge da trampolino di lancio per il seguente album di Molly Tuttle, City Of Gold, pubblicato nel 2023. Il suo mood è simile al precedente disco, ed è sempre prodotto da Molly Tuttle insieme a Jerry Douglas, ma stavolta l’artista fa a meno dei tanti ospiti presenti in Crooked Tree (oltre ai citati Secor e Douglas, Margo Price, Sierra Hull, Billy Strings, Gillian Welch …) e, ad eccezione di Dave Matthews, si affida alla sua sempre più affiatata backing band, i Golden Highway (Bronwyn Keith-Hines, Dominick Leslie, Shelby Means, il fratello Kyle Tuttle) con Ketch Secor unicamente in veste di coautore delle liriche. L’album si permea di storie sul tempo e sullo spazio (Next Rodeo, Stranger Things), favole sull’epopea della corsa all’oro (El Dorado, San Joaquin, More Like A River) e storie d’amore (Yosemite, When My Race Is Run, The First Time I Fell In Love, Goodbye Mary); c’è anche una Alice nel paese delle meraviglie trasportata nelle terre del Kentucky (Alice In The Bluegrass) e ci sono inni alla libertà (l’allegra Down Home Dispensary, la malinconica Where Did All The Wild Things Go, la femminista Evergreen OK). Con City Of Gold, Molly Tuttle celebra il senso di comunità e di amicizia che si prova suonando la musica che scorre nelle proprie vene insieme alle persone che si amano. City Of Gold bissa il successo ai Grammy dell’anno precedente e viene premiato come miglior album bluegrass dell’anno, confermando nuovamente, se ancora ce ne fosse bisogno, che la passione, la gavetta, l’amore incondizionato per la musica della propria terra possono, ancora oggi, pagare.

Rocco Sfragara

 

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