KonakonIl filone della musica sperimentale italiana ha una sua fisionomia ben definita ed è molto più radicato di quanto si possa immaginare. In questo scenario, è quasi un dovere segnalare Konakon, l’ultimo progetto di Matteo Berghenti. Nato a Parma, Matteo è un artista dal background interessante: già chitarrista e vocalist della noise-math band Brother James, oggi gestisce la netlabel Second Family Records e collabora con progetti musicali molto validi, su tutti La Blancheur Des Cygnes. Pubblicato nel 2015 dalla Vacancy Recs., Ars Magna è l’ultimo disco rilasciato a nome Konakon, reperibile, in digitale e su audiocassetta, al bandcamp dell’etichetta.

L’album si apre con la poderosa title-track, della durata di ben trentanove minuti. Suoni e rumori si fondono in una “sperimentazione dinamica”, che mantiene alta l’attenzione per tutta la durata della traccia, trovando sfogo nell’apogeo finale. È la volta, poi, di Piano Loop. Composizione decisamente più “lineare”, la N.2 è caratterizzata da una distorsione, quasi mai estremizzata, del pianoforte: il risultato finale è una melodia accattivante ed ipnotica. Binaural, invece, è figlia dell’oscurità. Una sorta di martello invisibile, potente, che scalfisce le percezioni. Questi sono i brani disponibili sul bandcamp, mentre nell’audiocassetta il discorso si fa decisamente più corposo. Sono presenti, infatti, altre tre tracce. Strings è una bonus-track davvero suggestiva, grazie al suo suono in perpetua espansione. Filler Side A e Filler Side B, invece, sono puro rumore elettronico pseudo casuale. Che ci crediate o no, le ultime due si sposano alla perfezione con le altre composizioni, intervallandole in maniera opportuna. Ars Magna è la conversione del rumore in suono. Consigliato!

Gerry D’Amato