Dopo un silenzio durato sette anni tornano sulla scena i londinesi Opposition con una nuova release che sicuramente stimolerà il loro pubblico “affezionato” e legato a quel particolare tipo di sound malinconico e sognante che ha fatto scuola in quel genere etichettato come dream-pop. Questa uscita ampia le tematiche musicali del trio inglese, capitanato dallo storico leader Mark Long, sia in termini di liriche che di composizioni. È un album dotato di fascino profondo che mantiene intatto il valore del gruppo. Il titolo scelto, Somewhere In Between, amalgama con notevole spontaneità passato e presente e non è un caso che la strumentazione vede il ritorno alla batteria di Ralph Hall uscito anzitempo dalla band nel 1985 a cui si aggiunge un nuovo bassista, Bernard Husbands, in sostituzione di Marcus Bell scomparso nel 2014. Le undici canzoni all’interno dell’albo risultano misurate e sospese tra atmosfere ora contenute ora impulsive.

Sit down shut up, we mean business! I ritmi metallici e decisi di The First Thing aprono il disco; seguono gli arcobaleni elettrici di I Want To Believe e gli impulsi rabbiosi ma malinconici di Going To Find You. La paura non è quella di perdere una persona cara ma di non averla mai trovata. Torna a pervadere il senso di solitudine subito dissipato dai fluidi arpeggi di Slipping In The Water e dalle nevicate psichedeliche di Now The Time Has Come. Le tinte chiaroscure delle note si insinuano tra riflessioni e tensioni emotive. Un andamento di suoni bivalenti che sotto alcuni aspetti non può non farci pensare ai “colleghi-concittadini” Breathless e che precedono il vero gioiello, quella The Mess You Made intrisa di forti reminiscenze dark-wave che farà sobbalzare i più nostalgici. Le canzoni riescono a suscitare nel loro intimo momenti brillanti che prevalgono sulla disperazione. In Hold Out Your Hands e nella title-track si ha la sensazione che le certezze possano avere la meglio sulle speranze mentre i bagliori di Let It Burn sintetizzano tra le fiamme i segnali positivi ed importanti che pervadono la nuova creatività degli Opposition. Uno spiraglio di luce filtra in Down In Hollywood; le linee essenziali lente e soffuse di At the Window chiudono questa pubblicazione.

Sono convinto che Somewhere In Between nella sua “semplice” complessità stimolerà nuovi e vecchi appassionati. Ma sicuramente risulterà un lavoro in grado di compensare generosamente ogni attimo impiegato ad ascoltarlo e riascoltarlo. Inutile aggiungere che come Promises mi è andato dritto al cuore. E di questi tempi ascoltando parte della musica che si produce, è più che un disco consigliato.

Luca Sponzilli