Il nucleo della band pugliese inizia a prendere forma nell’aprile 2006 e dopo qualche cambio di formazione, l’EP autoprodotto Confused Mind due anni dopo ne sigla l’esordio discografico; un mix di funky, stoner e nu metal che dopo varie vicissitudini viene seguito nel 2014 dal primo album (sempre autoprodotto), il tambureggiante Zombie’s Revenge. Primary Colours Part I: The Red è la prima release sotto l’egida della label indipendente campana Karma Conspiracy Records e la line up attuale, che vede in Alberto e Stefano gli unici superstiti della formazione originaria, comprende Alberto Pinto alla chitarra, Alessandro Fornari alla batteria, Federico Cacciapaglia al basso e Stefano Capozzo come vocalist. Il rosso cupo ma “rovente” dell’artwork di copertina, a primo impatto visivo, trasporta ineluttabilmente in territori desert rock, precisamente ai “padri dello stoner” Kyuss e al loro capolavoro Blues For The Red Sun e in effetti l’opener Equator, circa quattro minuti di plumbee bordate grunge-stoner rock, avvalora abbastanza la percezione iniziale. In Mistakes And Words lisergiche sonorità desertiche incrociano efficacemente una ritmica funky ed una fuga progressive rock, e gli oltre sette minuti di Another Way, introdotti da un fascinoso giro di basso, sconfinano anch’essi in una calda ed accogliente dimensione progressiva. Candlelight March rievoca, nel suo avvio in sordina brumose atmosfere made in seventies, per poi deflagrare irrimediabilmente in una inarrestabile escursione stoner psych, mentre l’epilogo Sublime, traccia più lunga dell’album, offre una intensa e dilatata escalation sonora di oltre nove minuti, nella quale psichedelia, stoner e hard rock, si integrano in modo ispirato. Fan di band come Primus, Tool, Kyuss, Faith No More ed Alice In Chains non resteranno di certo delusi. Buon ascolto!

Luciano De Crescenzo