VelvetnojazzCome da sempre, nella migliore tradizione jazz, è in infinite serate passate a suonare, improvvisare, in locali notturni, club, pub e teatri che vien fuori e si consolida il nome ed il lavoro di un gruppo di musicisti. E questo quartetto milanese dal simpatetico nome, che dice già molto riguardo le intenzioni musicali del loro leader, non sovverte questa regola non scritta. Il gruppo nasce grazie all’intuizione del chitarrista e leader Romeo Velluto, musicista colto e aperto a svariate influenze, molto attivo a Milano nella ricerca musicale sia come insegnante che come studio sui concetti di ritmo della musica afroamericana in chiave moderna.

Non c’è 2 senza 5 è il titolo di questo CD, splendidamente registrato nel corso di due sole sessions di studio, che rappresenta anche il loro debutto discografico pubblicato nel 2012 dalla Bull Records. Contaminazione potrebbe essere il sottotitolo, per quanto ampiamente superata e labile oramai oggi la valenza di questo termine, il pericolo semmai, se c’era, era quello di rimanere ancorati al mero esercizio di stile, ma il gruppo di Romeo Velluto non corre questo rischio. L'”Intro” è ipnotico e quasi canterburyano, con la tromba di Franco Piras in volo libero, ma già col secondo brano Ostinato concetto il ritmo cambia, si colora di suoni latini e spunti samba, 2 senza 5, il pezzo che da il titolo all’album è elegante e sofisticato, con atmosfere e passaggi che descrivono paesaggi methenyani. Quiete tiene fede al suo titolo, con splendidi fraseggi di chitarra e la tromba di Piras, di nuovo, a condurre il brano, tromba e chitarra acustica dialogano invece in simbiosi tra loro in Primavera. Tretadaivnia, il sesto pezzo del dischetto è invece il brano, in studio, più lungo e pirotecnico dell’album, con tutti gli strumenti in gran spolvero e un sapiente assolo finale di percussioni ad opera di Stefano Lecchi, Make Up, presente due volte, una in studio e l’altra live, è un brano, a dispetto del titolo, notturno e riflessivo con il contrabbasso di Vito Zerbino protagonista. La decima traccia 2 senza 5, in versione alternata, chiude questo prezioso album di debutto dei VelvetNoJazz. Son certo che sentirete ancora parlare di loro, il futuro del jazz in Italia passa anche da queste dieci tracce.

Giuliano Manzo