AugustinesTerzo step discografico per i newyorchesi Augustines, This Is Your Life e, ad orecchio diretto, tutto sembra più calmo degli esordi, quel digrignare di denti precedente è scemato quasi del tutto, diciamo senza quasi, consegnandoci una band dialogante e con il sound generale acquietato, volto ad un rock alleggerito da scorie e zavorre per abbracciare una – a cominciare dalla voce di Billy McCarthy – serie di power ballads ripiene di archi, sintetizzatori e melodie dal vago sapore retrò.

Il trio – che comprende anche Eric Sanderson e Rob Allen – mette in piazza tentazioni, soliloqui, epicità e nebbiose malinconie lungo le dieci tracce della tracklist, languori, leggeri scatti e ombre 80s a contraltare di una efficacia d’ascolto pregnante, un ascolto ben ripagato da piccoli “rubini” incastonati come la bella e ondivaga ballata May You Keep Well in cui partecipa vocalmente il duo senegalese Pape & Cheikh o il sintetismo dance di Things Fall Apart.

Certo è “una svolta” alla quale bisogna abituarsi, ma in soccorso arrivano stimoli elettrici come la titletrack, Are We Alive o No Need To Explain, dopodiché tutto viene sentito e capito come deve essere. Augustines, bella pagina musicale!

Max Sannella