Il giovane e talentuoso pianista austriaco di stanza a New York Elias Stemeseder, che abbiamo già conosciuto nel formidabile trio del batterista Jim Black, torna a sorprendere con questo nuovo album Piano Solo, anche in questo caso come per il trio con la preziosa etichetta svizzera Intakt Records. La traccia d’apertura, Anthropocene, con un ribattuto teso e continuo ad accompagnare stratificazioni di accordi, palesa da subito un certo spirito e atteggiamento che pervaderà l’intero costrutto musicale, minimalista (Tau), goliardico virtuosistico ed estremo al tempo stesso (Lem- Botanik I), con momenti più melodici di minor tensione (Ccchoral) e ritorno a brevi ribattuti minimali (Minustoene I). Le note sembrano sfuggenti in un suonare a tratti “accennato” di figure di breve durata che si ripetono (Nonspirituals (Etch)), e mano mano gli elementi fin’ora descritti si ripetono in circolo tra una traccia e l’altra, tra i segmenti che vanno da un punto del cerchio ad un altro della circonferenza di un immaginario piano rotondo che gira attorno al pianista. Nelle ultime tracce si ritrova un pianismo a la Lennie Tristano con clusters e dissonanti accordi a grappolo e ribattuti pesanti sulle note basse nonché inquietanti sovrapposizioni di suoni sul registro acuto, che confermano l’approccio sperimentale di Stemeseder che attinge dagli stili dei pianisti neri e di quelli bianchi.

Sergio Spampinato

Ascolti:

https://intaktrec.bandcamp.com/album/piano-solo-2

https://www.youtube.com/watch?v=cQqHdZVqfa0