Matt LongoNon è un’uscita recente ma merita attenzione l’album di Matt Longo, cantante statunitense che ha da poco compiuto 25 anni. Il disco, The Low Life, uscito nel Novembre del 2011, ha ottenuto un buon successo di critica e pubblico, tanto da giustificare un Tour in Italia nelle estati successive del 2012 e 2013. Matt è professore al City College di New York e la sua “baby face”, insieme al suo carisma, lo mettono a volte in difficoltà con gli studenti. Spesso considerato uno di loro, Longo è visto, insieme, come un punto di riferimento, per i suoi successi accademici e musicali, e come “amico”. La sua metodologia d’insegnamento rispecchia il suo modo di fare musica, attraverso una passione smodata che arricchisce di significato ogni suo pezzo. Attento lettore e conoscitore del mondo di cui fa inevitabilmente parte, riesce a cogliere il senso più recondito delle cose e a trasportarle, d’impeto, nella sua musica. Il sound di The Low Life fa riferimento a chi è abituato a tenere in cuffia gente come Emitt Rhodes, Badfinger e Ron Sexsmith. Conosco personalmente Matt e di lui so con quale devozione si dedica alle sue “creazioni”. Mi ha colpito una sua frase una volta “I give birth to music” (“faccio nascere musica”), che insieme dice di simpatica presunzione ma anche di interazione, di un completo calarsi nella sua “creazione”. Matt nasce a Long Island, ma musicalmente cresce ad Harlem, dove prova e registra. Influenzato dai Beatles in tenera età e dal loro incredibile album Rubber Soul, nel quale Longo avverte un suono acustico che prende completamente e che, come tale, lo influenza nelle sue canzoni. In The Low Life si avverte uno stile inconfondibile, un soft pop-rock, con contrasti folk ed un suono che insieme sa di melodico e sperimentale. Lo stesso Matt non nega la sperimentazione, anzi dice che lo diverte, perchè lo aiuta a crescere artisticamente. Innamorato della sua chitarra, permette alla sua musica di fondersi con le parole, sempre studiate e dirette, mai banali. Un album che dà un occhio al passato ed al futuro dell’Indie Rock, senza mai perdere l’ancoraggio con il presente e con le dovute esperienze di vita, che siano esse personali o meno. I pezzi di The Low Life ci presentano un Matt Longo, paroliere, attento osservatore della sua essenza e del mondo che lo circonda, come a dirci che la sua anima è solo una delle tante, e come tale, deve lottare per conquistare uno spazio tra la gente. La sua è una voce che si distacca dal coro e che, per rubarla a Whitman, vuole “gridare dai tetti del mondo il suo barbarico YAWP!”

Abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di ospitare il talentuoso Matt Longo a Radio Booonzo, nel broadcast de “Le Mille Voci di New York”. Per chi avesse intenzione di ascoltarne l’intervista dal vivo, alleghiamo il link della puntata pilota del programma radio dello scorso 19 Gennaio 2014: Le Mille Voci di New York.

Ettore Spatola