Un nuovo progetto su una lungimirante distanza quello del sassofonista e compositore newyorkese Steve Lehman, Ex Machina, album uscito il 15 novembre 2023, che prende le mosse dallo stile compositivo e improvvisativo del suo capolavoro del 2014, Mise En Abime, per proiettarsi in avanti con un organico allargato (l’orchestra sostituisce l’ottetto). La macchina assume un valore polisemico: anzitutto, quello del meccanismo propulsore dato dall’elettronica, elemento fondante nell’orchestra con il contributo dei musicisti ricercatori dell’istituto IRCAM. In secondo luogo, quello di una vera e propria macchinazione complessa di scrittura polifonica e improvvisazione. Infine, potremmo dire che la macchina, intesa come motore originario della creazione, è anche il punto finale verso cui converge l’insieme delle parti. Al centro del processo creativo idealmente non troviamo un deus, che sarebbe giocofacile individuare nello stesso Lehman, ma la tensione irrefrenabile verso un atto di creazione autopoietico, che si genera da sé. Sembra questa la concezione creativa di Lehman nella visione d’insieme e nella combinazione dei singoli elementi. Ciascun musicista percorre lo strato di un’ideale struttura poliritmica circolare concentrica, in cui il groove attraversa differenti momenti di intensità, alti o bassi a seconda della spinta centripeta o centrifuga.

I tre solisti principali di riferimento sono, oltre allo stesso Lehman con le sue rapide incursioni in una discesa senza freni sul sax alto, il sodale di sempre Jonathan Finlayson alla tromba e Chris Dingman al vibrafono, il cui suono costituisce l’impronta di rimando al precedente già citato lavoro Mise En Abime, di cui è presente qui il primo movimento di un brano, Chimera, da Chimera/Luchini. In Ex Machina però l’aspetto compositivo si spinge oltre, la scrittura orchestrale in alcuni momenti è assimilabile a quella di un’avanguardia classica, come nei due movimenti a chiusura dell’album, Le Seuil Pt. 1 e 2, anche per l’effetto elettronico di suoni generati dall’interazione di strumenti acustici. Un’opera che de-limita confini tra stili del ‘900, abbattendoli.

Sergio Spampinato

 

Steve Lehman

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