Dopo l’avvenuta reunion del 2015 la storica band di Bristol licenzia questo Honeymoon In Mars che fa da seguito al precedente Citizen Zombie e che verrà presentato con un tour che fortunatamente toccherà con tre date anche il nostro paese. L’album risulta essere in linea con il loro inconfondibile stile violento e sperimentale. Le atmosfere claustrofobiche ed elettroniche che accompagnano questa “luna di miele su Marte” dimostrano come i trentacinque anni di silenzio non abbiano minimamente intaccato Stewart e soci. I testi delle dieci tracce che lo compongono, sono delle pugnalate fatte di slogan diretti come è tipico del loro background. Apre Instant Halo, la tagliente City Of Eyes precede le allucinazioni di Michael 13; War Inc. è una danza tribale mentre A Day Like This non sfigurerebbe sui capolavori Y e We Are Time; i deliri di Heaven? fanno da eco a Zipperface, brano dal quale è tratto uno splendido video. Chiudono le distorsioni di una Burn Your Flag dai risvolti politicizzati. Prodotto da Denvis Borell, lo stesso di Y, l’album va al di là di ogni giudizio; Mark Stewart difficilmente ha deluso le aspettative in quasi quarant’anni d’attività … e non poteva essere diversamente anche per questa atipica luna di miele.

Luca Sponzilli