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KONAKON
"Ousia"
(OTA, 2017)

Dopo aver ascoltato e recensito Ars Magna, è naturale aspettarsi molto da questa nuova uscita firmata Konakon. Matteo Berghenti non si lascia incantare dalle belle parole spese dalla critica per il lavoro precedente e rilancia. Rilasciato a giugno dalla label portoghese Os Tres Amigos, che merita sicuramente un capitolo tutto suo, Ousia si presenta sotto le spoglie di una genuina ed interessante audiocassetta, curata nei minimi particolari.

Se in Ars Magna si erano esplorati sound poderosi ed ipnotici, in Ousia la sperimentazione di Berghenti si fa ancora più estrema ed interessante. Analogico e digitale danno vita a suoni corposi ed imprevedibili, impreziositi da suggestivi field recordings. L’introduttiva Opuntia ricorda molto le colonne sonore ad intermittenza dei videogames, mentre tracce come Tilia e Virola tessono insolite trame a sfondo dance, meno accentuate nella seconda. Chacruna, uno dei pezzi più interessanti della cassetta, assesta colpi a ripetizione con le sue esplosioni “crash’n’roll”, che fanno da apripista alle commistioni allucinogene di Ereriba. Avanguardie glitch fanno capolino in Tonburi, spalleggiando le basse frequenze di Myris e le ansie oscure di Kava.

Abbellita dall’artwork a cura di Catarina Gorgulho, Ousia è una piacevole scoperta.

Gerry D’Amato

KONAKON
"Ars Magna"
(Vacancy, 2015)

KonakonIl filone della musica sperimentale italiana ha una sua fisionomia ben definita ed è molto più radicato di quanto si possa immaginare. In questo scenario, è quasi un dovere segnalare Konakon, l’ultimo progetto di Matteo Berghenti. Nato a Parma, Matteo è un artista dal background interessante: già chitarrista e vocalist della noise-math band Brother James, oggi gestisce la netlabel Second Family Records e collabora con progetti musicali molto validi, su tutti La Blancheur Des Cygnes. Pubblicato nel 2015 dalla Vacancy Recs., Ars Magna è l’ultimo disco rilasciato a nome Konakon, reperibile, in digitale e su audiocassetta, al bandcamp dell’etichetta.

L’album si apre con la poderosa title-track, della durata di ben trentanove minuti. Suoni e rumori si fondono in una “sperimentazione dinamica”, che mantiene alta l’attenzione per tutta la durata della traccia, trovando sfogo nell’apogeo finale. È la volta, poi, di Piano Loop. Composizione decisamente più “lineare”, la N.2 è caratterizzata da una distorsione, quasi mai estremizzata, del pianoforte: il risultato finale è una melodia accattivante ed ipnotica. Binaural, invece, è figlia dell’oscurità. Una sorta di martello invisibile, potente, che scalfisce le percezioni. Questi sono i brani disponibili sul bandcamp, mentre nell’audiocassetta il discorso si fa decisamente più corposo. Sono presenti, infatti, altre tre tracce. Strings è una bonus-track davvero suggestiva, grazie al suo suono in perpetua espansione. Filler Side A e Filler Side B, invece, sono puro rumore elettronico pseudo casuale. Che ci crediate o no, le ultime due si sposano alla perfezione con le altre composizioni, intervallandole in maniera opportuna. Ars Magna è la conversione del rumore in suono. Consigliato!

Gerry D’Amato