A quattro anni di distanza dall’esordio Lo Spazio Dell’Assenza torna il duo Vostok, progetto che ruota attorno alle figure del musicista e compositore Giuseppe Argentiero e della cantante Mina Carlucci, affiancati anche questa volta da tanti contributi strumentali di differenti artisti che già avevano contribuito a costruire un primo lavoro avvolgente, delicato e tristemente sognante. Quattro anni che sembrano passare in un lampo quando si fa partire La Geometria Delle Abitudini, naturale continuazione del suo predecessore in termini di poetica testuale, delicatezza compositiva e struggimenti acustici. Forte anche di un artwork rinnovato e maggiormente evocativo, concept del fratello maggiore di Argentiero, Francesco, riportante l’astronauta con valigia simbolo del progetto immerso in una cornice autunnale statica ed onnipresente, l’album si ammanta proprio di questa coperta dai colori freddi che tutto rallenta e sospende, sotto la quale brulica e scorre una principale danza a due tra la bella voce della Carlucci e le corde dell’acustica di Argentiero, circondata poi da tasselli comunque fondamentali per la riuscita del tipico approccio Vostok quali violini che sembrano quasi parlare, il serpeggiare di sax di Giovanni Chirico (già apprezzatissimo nel primo album) e le percussioni di Davide Chiarelli che ravvivano la fiamma acustica generale.

Il risultato è un album decisamente incantevole ed ipnotico, con una prima parte che si fa distillato di purezza acustico/vocale sinuosa e carezzevole, mentre a partire da un pezzo come The Downfall prende una svolta decisamente più ritmica ed incisivamente strumentale, grazie all’uso di percussioni impattanti sulle quali vanno ad altalenarsi suite di violino e chitarra illuminate dall’anima jazzistica di basso e sax (le due parti di Mondrian). Una tavolozza ricca di richiami sonori quella dei Vostok, frutto di un’abilità compositiva dettata anche da una cultura musicale non indifferente – le suite alla Neun Welten, l’incedere post-rock della conclusiva Un Nuovo Giorno, un comparto lirico ispirato ed emotivo -, un ritorno di un grande duo nostrano che vale tutta l’attesa accumulata sinora. Disponibile in edizione limitata a 300 copie numerate a mano con confezione digipack contenente un poster con i testi.

Lorenzo Nobili