MarthaQuel che rimane di band come No Ditching, Onsind e Discount Horse è stato risucchiato (si proprio risucchiato) in questa calorosa band pop punk ad oltranza, i Martha, una formazione che nella sua forma stramba, scollata, generazionale, e storta quanto cazzo ci pare, si incolla all’orecchio non solo con i suoi ritmi inneggianti ed elettrici a molla, ma per le sue liriche sociali, dal cibo vegano, all’anarchia, dai no ai soprusi sulle donne e sul colore delle pelli.

Blister In The Pit Of My Heart è un disco rotondo, carico di watt, refrain, hook a bizzeffe e soluzioni che se anche suonano “già suonate”” riescono a creare un fenomenale circuito riflessivo quanto libero, tra armonie alla Pixies, Replacements, lontani sghiribizzi nirvanici e ballate improvvise a smorzare la tensione amperica che corona il tutto.

Il quartetto americano suona fresco e fa ballare a rotta di collo, la loro energetica sostanza è frutto di un pop versato nell’urgenza punk che sembra divertisti pensando, non una sequenza di bollori tanto per sfogarsi, ma una planimetria di ritmi e vocalizzi Cekhov’s Hangnail, Do Whatever, 11.45 Legless In Brandon e Curly & Raquel che danno il fiatone e fanno sudare di felicità e coscienza. Con St. Paul’s (Westerberg Comprehensive) tutto pare prendere una piega solitaria, ma è solo pura illusione, il motore è incandescente e si ricomincia con una gassata e via. Ottimo!

Max Sannella