Tag: Max Sannella

MICHELE GAZICH
"La Via Del Sale"
(Autoprodotto, 2016)

Il sale, l’oscuro, l’eco di eri, una spiritualità ancestrale ed un modo di raccontare storie che vedono il poeta Michele Gazich uno dei moderni “sciamani” della parola come via di tutto, il suo è un mondo di coperte e solitudini che creano un apporto immaginifico all’ascolto delle proprie tele chiaroscuro e cinematiche vibrazioni. Un violino,

BLOSSOMS
"S/T"
(Virgin/EMI, 2016)

Dicono di loro che siano la nex big thing della musica inglese, quasi il punto di fusione immaginifico tra pop rock e refoli indiepop che ancora gironzolano oziosi nell’aria. Tuttavia a puntare gli orecchi questo loro official omonimo non è male, certo la genuinità abita altre parti, ma tutto sommato è un ascolto agevole, con

GUERILLA TOSS
"Eraser Stargazer"
(DFA, 2016)

Oramai sono un marchio di caos indefinito, un logos di apocalittico sound che si ingrandisce man mano che il loud prende in verticale, ma anche sagome umane di grande impatto, di un ben preciso capovolgimento estetico e spirituale. Eraser Stargazer è il nuovo imperativo sonoro dei bostoniani Guerilla Toss, una coltellata di funk, elettronica, rock,

DM STITH
"Pigeonheart"
(Outset, 2016)

Camaleontico come pochi il cantautore newyorkese Daniel Michael Stith, sembra sfuggire a qualsiasi catalogazione, se non quella di essere figura emblematica della nuova scena alt-yankee, di quella che si abbevera abbondantemente alla rinascita virtuale di un Barret folgorato. E a dir bene la cosa gli riesce affabilmente e questo suo nuovo lavoro – sulla distanza

MARTHA
"Blister In The Pit Of My Heart"
(Fortuna Pop, 2016)

Quel che rimane di band come No Ditching, Onsind e Discount Horse è stato risucchiato (si proprio risucchiato) in questa calorosa band pop punk ad oltranza, i Martha, una formazione che nella sua forma stramba, scollata, generazionale, e storta quanto cazzo ci pare, si incolla all’orecchio non solo con i suoi ritmi inneggianti ed elettrici

ASTRAL WEEK
"Get Behind"
(The Beat Production, 2016)

Riuniti sotto un comune logos anni e anni di ascolti mirati verso i ’70/’80, quelli di una certa psichedelica battuta a rock, prog, blues, che ora si danno convegno in un disco straordinario, divinamente “fuori tempo e dal tempo”, Get Behind degli Astral Week, cibo proteico in dieci brani che per la loro insaziabile chimica