Ruth WhiteNascosti tra le pieghe del tempo dimenticati da tutti, anche per la loro difficile reperibilità, vi sono album come 7 Trumps From The Tarot Cards And Pinions (1968) di Ruth White che se solo fossero stati più ascoltati, ora le nostre idee su come si sia evoluta e sviluppata la musica elettronica, sarebbero diverse. Oggi l’etichetta francese Black Mass Rising permette, anche se a pochi “fortunati” adepti, di colmare questo buco culturale ristampando in vinile in sole 500 copie il succitato lavoro di Ruth White, originariamente uscito sulla storica ed avanguardistica etichetta Limelight.

L’album indaga attraverso oramai esoterici mezzi elettronici, l’occulto simbolismo dei tarocchi, con una particolare sensibilità e una misteriosa bellezza spesso ottenuta fin dalle origini della cosiddetta “New Music” soprattutto dalle donne, vedi le pioneristiche maghe elettroniche Pauline Oliveros, Delia Derbyshire, Eliane Radigue. Tramite un minaccioso schiumare di moog, agghiaccianti lame di clavinet e note da organo horror, crea un’atmosfera dark-psichedelica da raccapricciante dimensione parallela, che personalmente mi ha ricordato certe atmosfere e suoni del pre-lynchiano film incubo “Carnival Of Souls” (1962) di Herk Harvey. Nel 1969 la nostra rincara la dose di “malvagità” realizzando un disco, Flowers Of Evil, in cui alla già agghiacciante musica si aggiunge una spettrale voce modificata elettronicamente, che recita alcune poesie di Baudelaire tra cui la sulfurea “Les Litanies De Satan”, il tutto davvero scioccante. Fa sorridere, infine, pensare che una tale “strega” sia finita nella seconda fase della sua carriera ad insegnare musica ai bambini.

Danilo D’Alessio