CHARUN
"Stige"
(Cave Canem / As Above So Below, 2016)

CharunIl progetto Charun prende vita come moniker artistico di Nicola Olla, eclettico chitarrista cagliaritano, in precedenza attivo in band come We Are Building Ruins e Curse This Ocean. Già in pista come solista nel 2013 con l’EP di stampo ambient-post rock De Ortu Solis, il nostro, in questa sua nuova avventura, è affiancato da Valerio Marras (chitarra), Simone Lo Nardo (basso) e Daniele Moi (batteria). Charun che da one man band, si trasmutano sorprendentemente in quartetto, dando la luce alla propria alba discografica nelle vesti di gruppo con Stige; cinque tracce strumentali, di cui due estratte e riarrangiate dal sopraccitato EP e tre scritte per l’occasione da tutti gli elementi del combo, si dipanano nello spazio di circa trentatré minuti, mescolando con sagacia sonorità post rock, ambient, stoner e doom.

L’ascolto, introdotto da una sobria e fascinosa cover art in “chiaroscuro” che sembra evocare le altalenanti pulsioni musicali sprigionate dall’album, ha il suo start possente ed ispirato con i cinque minuti e mezzo di Clinamen, brillante mix tra sognanti atmosfere post-rock e vigorose, ispirate bordate stoner. De Brevitate Vitae è la traccia più lunga del disco (oltre 8 minuti), suggestiva escalation di suoni, si distende in un iter rilassante, al contempo spaziale e visionario, sospeso tra psichedelia, ambient e post-rock, spazio quindi a Divina Voluptas, ispirata ed avvolgente muraglia sonora che alterna con maestria evasioni doom space oriented a sporadiche fiammate post-rock, mentre i quasi sei minuti intensi, struggenti, meditativi e senza batteria sprigionati da De Tranquillitate Animi fungono da degno prologo a Intermundiae; intensa, fasciante, oscura “cavalcata” finale, pregnante miscela di post-rock, doom e sludge.

Intrigante release con indubbio spessore e dalle sfumature variegate, gustoso boccone per chi predilige l’ascolto di determinate sonorità.

Luciano De Crescenzo