Tag: Pasquale Boffoli

JULIAN COPE 
“Self Civil War” 
(Head Heritage, 2020)

Non demorde lo stentoreo sacerdote arcidruido gallese Julian Cope: anzi nel 2020 rilancia una sua personale strenua “guerra civile” (auspicandola probabilmente anche a noi) contro l’intorpidimento progressivo quotidiano dei sensi e della coscienza perpetrato dal bombardamento dei mass-media e dei social (Your Facebook, My Laptop), annunciandola attraverso il titolo di questo suo nuovo lavoro in

WIRE 
“Mind Hive” 
(Pink Flag, 2020)

Il 2020 si apre con un caso di longevità artistica lapalissiano quanto uno che ha concluso il 2019, di cui abbiamo trattato qui su Frastuoni. Lì si sguazzava nel classicismo mod-rock di estrazione sixties del nuovo lavoro in studio degli Who; qui, in un ambito rock completamente diverso sorto nei tardi anni ’70, Mind Hive

THE WHO 
“Who” 
(Polydor, 2019)

Finisce bene questo 2019, incredibilmente con un nuovo album in studio degli Who, sicuramente a questo punto la più longeva band della storica british invasion partorita dagli anni ’60, insieme ai Rolling Stones, in prospettiva due tra le più significative. Succede a ben tredici anni dall’ultimo buon lavoro del 2006, Endless Wire. Dopo il breakup

SEAN O’HAGAN 
“Radum Calls, Radum Calls” 
(Drag City, 2019)

Il compositore, cantante, arrangiatore e multistrumentista irlandese Sean O’Hagan è senza dubbio a tutt’oggi – tra fine XX secolo e primi due decenni XXI – tra i più fedeli e rispettosi proseliti dell’estetica melodico-compositiva pop straordinariamente ricca messa a punto dal genio californiano Brian Wilson, soprattutto in album imprescindibili dei Beach Boys anni ‘60 come

NICK CAVE AND THE BAD SEEDS 
“Ghosteen” 
(Bad Seed LTD, 2019)

Se esiste una componente che non è mai scomparsa nella produzione artistica di Nick Cave, ma anzi l’ha resa sempre inconfondibile, quella è “l’intensità”, a prescindere dalle differenti singole fasi esistenziali ed espressive attraversate dal tormentato artista australiano. Connotati musicali sempre diversi, anche molto, ma ugualmente affascinanti, almeno per chi non intende e non ha