LohrenPotremmo definire Felici Di Niente, “felice” esordio del duo romano dei Lohren, un disco dalla contemporaneità d’altri tempi, per via di quel flavour retrò che si specchia dentro un crossover stilistico multi sfaccettato, una zigzagante estetica tra pop, anni ’60, aromi latin, elettronica, jazzly, rock & armonia che approccia all’ascolto come una bibita fresca nell’arsura di un’estate torrida.

Giulia Lorenzoni voce/synth e Luca Zadra percussioni/programmings creano sfumature clubbing di gamma, una sostanza sonora che scivola sullo stereo elegantemente e con tutti gli assi in regola per fare da soundtrack a giornate da riempire di bella musica estetica. 16 tracce immediate e a loro modo “fresche” che vanno a confermare l’offerta artistica che questo duo immette nel circuito underground, inserendosi – tra l’altro – molto bene tra il bailamme distorto e le sperimentazioni esistenziali del trito panorama dintorno.

Con una originalità innata, si presentano (a random) all’ascolto l’acid mood di Paralisi, il contrappunto di Insonnia, la fosforescenza di una notte newyorkese The Larch, un pizzico di esotismo Malaika ed una bella divagazione su Sfiorivano Le Viole dell’indimenticabile Rino Gaetano, dopodiché quello che rimane è ancor più straordinario.

Max Sannella