One man band nata durante la pandemia globale, precisamente ad Albuquerque negli Stati Uniti, luogo dove la musica darkwave e il culto della morte sono particolarmente sentiti. Il disco ha lo stesso nome del progetto musicale, interamente autoprodotto e disponibile su tutte le piattaforme digitali e in tape. L’album si compone di 7 tracce caratterizzate da un mood di completa desolazione e sofferenza, un vero gioiello di musica coldwave interamente elettronico, realizzato e confezionato nel box privato dell’artista, attrezzato a studio di registrazione.

Dalla chitarra al basso, dagli effetti vocali e dai controcanti si evince all’istante quanto in questa zona del pianeta sia particolarmente sentito e apprezzato il genere darkwave e il conseguente proliferare dei club underground ne sono una chiara testimonianza. Tutte ottime tracce, ma la mia preferita è fuori dubbio One Tear Drop, l’ultima in scaletta, perfetta per una serata a tema, punta di diamante del disco di questo genio oscuro. L’album è caratterizzato da diverse sfumature, bassi ridondanti al cardiopalma, chitarre graffianti, voce abissale ed una drum machine accattivante. Dalla totale desolazione dell’iniziale So Obnoxious ai riff da notte di Halloween di I Tried To Be The Nice Guy, alla ballata romantica di He Speaks Too Much, per culminare in una killersong diabolica da titolo I Prefer To Be Alone. Degne di nota anche Awaiting My Death con i suoi abissi di rassegnazione e Just Another Tragedy, marchiata da un basso che sembra scavarci l’anima senza pietà alcuna.

Se volete capire in che direzione si stia evolvendo la vera musica oscura, concedetevi una serata con la musica di Slow Danse With The Dead. Se poi ne uscirete vivi, questo è un altro discorso.

Consigliatissimo dalla redazione!

Miriam Ranieri