Non c’è niente di più morto di un chitarrista rock che muore e Wayne Kramer è morto il 2 febbraio di quest’anno dopo aver dato alla luce il suo ultimo disco Heavy Lifting. Insieme a lui, poco dopo, a maggio, se n’è andato Dennis Thompson, il machine gun-batterista degli MC5. Rob Tyner, l’incredibile voce del gruppo, era partito da tempo nel settembre del 1991, Fred “Sonic” Smith, l’altra chitarra e anima della band, ha salutato tutti già nel novembre del 1994, mentre il bassista Michael Davis è morto il 17 febbraio 2012. La morte travolge tutto e rimangono solo ricordi, adesso gli MC5 sono tutti morti, la loro scia rimane nel firmamento come una delle più luminose. Non siamo dell’umore giusto per parlare e raccontare aneddoti sul gruppo e Wayne Kramer, perché c’è materiale per una tesi di laurea, possiamo solo fare alcune osservazioni strampalate sull’ultima, discussa, uscita discografica: Heavy Lifting.
Gli esperti e puristi del rock si sono subito mobilitati per chiarire che questo non è un album degli MC5 e che, orrore, all’interno ci sono ospiti non del tutto graditi come i vari Tom Morello e Slash che producono una musica evidentemente non apprezzata dai nostri critici. È stato definito un disco che non riesce a riproporre i suoni e l’energia del passato, un disco che non può piacere a chi ama i veri MC5, qualcuno ha parlato di un disco imbarazzante, addirittura un’operazione commerciale e questo Tom Morello è andato pure nella Rock And Roll Hall Of Fame a ritirare il premio per gli MC5. È vero, non è un disco degli MC5 per il semplice motivo che Rob, Fred e Michael erano morti da tempo, che bisogno c’era, allora, di rispolverare la mitica sigla? Quella sigla in realtà non è mai stata messa in soffitta, perché, nel corso degli anni, Wayne Kramer l’ha utilizzata a supporto delle sue imprese musicali e nei live in giro per il mondo con la presenza di molti artisti ospiti (tra i tanti Lemmy Kilmister dei Motorhead e Ian Astbury dei Cult) in una sorta di continua processione-omaggio al mito degli MC5, tutto questo ovviamente fuori dal contesto e dai riflettori dei grandi circhi rock più commerciali. Infatti, intorno agli anni 2000, in un piccolo club del nord-est italiano dove i superstiti Davis- Kramer-Thompson si presentavano come DKT/MC5, li abbiamo visti in concerto con gli stoner italiani OJM in apertura e ospiti come Handsome Dick Manitoba (Dictators) e Lisa Kekaula alla voce e Gilby Clarke (Guns n’ Roses) alla chitarra. Di sicuro sappiamo che gli amici musicisti col passare degli anni facevano a gara per salire sul palco con il fratello Wayne, per portare alta la bandiera della band, rifacendo le vecchie hit del passato e via via le nuove canzoni, in una sorta di passaggio del testimone alle generazioni più giovani.
Che poteva fare un chitarrista se non continuare a suonare e predicare il suo verbo e chi, se non lui, aveva il diritto, allora come oggi, di utilizzare il marchio del gruppo? Portare alta la bandiera degli MC5 significava, essenzialmente, essere politicamente schierati come lo è stato, nel tempo, Wayne Kramer, pagandone tutte le conseguenze nel corso degli anni. Ecco allora, l’ultimo lavoro, Heavy Lifting, prodotto dalla vecchia volpe Bob Ezrin e scritto in collaborazione con il talentuoso Brad Brooks, è un disco onesto, fatto da chi ha mestiere, capacità tecnica e la giusta dose di sfrontatezza che serve per farsi scivolare di dosso le critiche negative. Un approccio impavido alla musica e all’attivismo che di questi tempi fa ancora la differenza. Un disco di rock duro con i piedi piantati nel passato che cerca di guardare avanti, con venature rhythm and blues, funk e acid rock, chitarre spianate e calci nei denti. Si percepisce la voglia di scrivere canzoni, suonare e divertirsi e in tutto questo non c’è niente di sbagliato.
Forse fratello Wayne pensava di andare in tour con il nuovo lavoro e una nuova banda di amici fracassoni, per creare ancora scompiglio, infastidire e sbeffeggiare orde di conservatori e repubblicani dell’ultima ora, ma la nera signora si è messa di traverso per scombinargli i piani e noi oggi ci troviamo a discutere di un disco postumo e vogliamo solo rendergli onore per questo ennesimo sforzo creativo. Una manciata di nuove canzoni che avremo modo di ascoltare con calma tra cui spiccano Heavy Lifting con Tom Morello in gran spolvero, Can Be Found con Vernon Reid e Dennis Thompson in uno dei brani più tosti, Boys Who Play With Matches, The Edge Of The Switchblade con William DuVall e Slash, la bellissima Hit It Hard, l’ipnotica e corrosiva Change, No Change e pure la ruvida Barbarians At The Gate per tutti gli invasati ammiratori di Trump. Cosa rimane oggi degli MC5? Wayne Kramer sosteneva che MC5 rappresenta una sorta di visione intransigente del futuro che è eterna, per lui la fiamma continua a bruciare e noi non possiamo mettere in discussione la sua parola visto che non può più controbattere. Rimane il ricordo di un fuoco, un incendio, un sogno che viene da lontano, una fiammata musicale e di impegno politico che ha messo a disagio la società degli anni ’60, le istituzioni, i politicanti, l’America intera. Quello che rimane è un simbolo, un prisma luminoso dentro ognuno di noi nel ricordo di una stagione irripetibile che si traduce con il leggendario motto “Kick Out The Jam Motherfucker!”. Allora noi terremo alta la bandiera, ma tu fratello Wayne, continua a suonare la tua Stratocaster a stelle e strisce, ovunque tu sia. Adios amigo.
Andrea Masiero
Songs:
- Heavy Lifting
- Barbarians at the Gate
- Change, No Change
- The Edge Of The Switchblade
- Black Boots (feat. Tim McIlrath)
- I Am The Fun (The Phoney)
- Twenty-Five Miles
- Because Of Your Car
- Boys Who Plays With Matches
- Blind Eye (feat. Dennis Thompson)
- Can’t Be Found (feat. Vernon Reid & Dennis Thompson)
- Blessed Release
- Hit It Hard (feat. Joe Berry)
Line Up:
- Wayne Kramer: chitarra, voce.
- Stevie Salas: chitarra.
- Vicki Randle: basso.
- Abe Laboriel Jr: batteria.
- Winston Watson: batteria
Link:
- YouTube → Heavy Lifting
- YouTube → Change, No Change
- YouTube → Barbarians At The Gate
- YouTube → Can’t Be Found