BLACKBERRY SMOKE
“Be Right Here”
(3 Legged Records, 2024)

A distanza di tre anni dal loro precedente album You Hear Georgia, i Blackberry Smoke tornano il 16 febbraio 2024 con un nuovo lavoro: Be Right Here (3 Leggend Records) che ha tutte le carte in regola per diventare il disco migliore della loro ventennale carriera. Originari di Atlanta in Georgia, questo gruppo si è letteralmente fatto strada, nel mondo musicale, macinando ogni anno migliaia di chilometri per promuovere la loro musica dal vivo e accompagnando in tour artisti come ZZTop, Lynyrd Skynyrd, Zac Brown Band, Gov’t Mule. Ed è proprio tutta questa esperienza che è stata messa a frutto dal pluridecorato produttore Dave Cobb, alla cabina di regia, nella registrazione delle nuove canzoni dei Blackbarry Smoke.

Mister Dave Cobb necessita di una piccola presentazione essendo titolare di almeno sei Grammy per i migliori album di musica country e musica americana, con artisti come Chris Stapleton, l’osannato dalla critica Jason Isbell, e Brandi Carlile. Originario della Georgia, ha vissuto a New York e in California cercando il successo prima con la sua band The Tender Idol e poi come produttore rock’n’roll. Il destino lo ha portato a Nashville, Tennessee, dove, anno dopo anno, ha realizzato alcuni degli album più acclamati dalla critica nella Città della Musica. Produttore residente presso lo storico RCA Studio A, una stanza in cui Dolly Parton e Waylon Jennings hanno registrato la loro musica, in meno di un decennio Dave Cobb ha cambiato per sempre il suono di Nashville. Nominato produttore dell’anno ai 63° Grammy Awards nel 2020, ha continuato, nell’ultimo periodo, a rendere magico ogni prodotto discografico su cui ha messo le mani. Con i Blackberry Smoke aveva già lavorato nel loro precedente album You Hear Georgia, che ha raggiunto il primo posto nella classifica Americana/Folk albums di Billboard, e con questo nuovo disco ha completato il lavoro rendendo il loro sound un mix di tradizione e modernità, per lanciare la band alle generazioni più giovani, amanti del nuovo southern rock.

Non è un caso quindi che la carriera dei Blackberry Smoke stia prendendo il volo, forti di un’esperienza maturata nel tempo, fatta di lavoro e sudore on the road e collaborazioni con grandi personaggi della musica americana, tra cui anche un certo Brendan O’Brien, anche lui originario di Atlanta e produttore nel 2015 del loro Holding All The Roses. O’Brien, già bassista sostituto nei Georgia Satellites, chitarrista con gli Atlanta Rhythm Section e musicista in studio e ingegnere del suono con i Black Crowes nel loro spettacolare esordio di Shake Your Money Maker, è un altro incontro importante che ha segnato la storia dei Blackberry Smoke. Tutto questo per dire che la loro musica è un crogiuolo dove si sono fusi tutti questi elementi dando vita ad un nuovo linguaggio tra country, blues, americana e folk, che porta con se’ la tradizione della musica del sud dei gloriosi gruppi degli anni ’70 del ‘900.

La band del leader Charlie Starr, alla voce e chitarra, Paul Jackson chitarra e cori, Richard Turner basso e cori, Brandon Still tastiere e cori e Brit Turner alla batteria, oltre alla presenza in studio di Preston Holcomb (batteria), Benji Shanks (chitarra) e delle Black Bettys ai cori, crea una serie di canzoni in cui il presente si fonde con il passato e noi veniamo proiettati in un’esperienza d’ascolto quantomeno singolare. Il disco si apre con i fuochi d’artificio della traccia principale Dig A Hole, dove le chitarre volano alte, complice anche il piano Wurlitzer di Brandon Still, in un southern rock d’annata che ci ricorda molto gli esordi dei già citati Black Crowes. Hammer And Nail, uscita recentemente come nuovo singolo e scritta da Charlie Starr e Keith Nelson, è incentrata su una chitarra acustica che lascia lentamente il passo ad un ritornello di piano blues e riff elettrici. Like It Was Yesterday ha un giro di chitarra alla Stones con la voce di Starr in evidenza, come anche nella successiva rock song Be So Lucky.

Una delle canzoni che ci ha colpito di più è la super ballad Azalea, dove l’intreccio chitarristico e vocale ci riporta, come per magia, al profumo di southern rock targato Allman Brothers Band. I testi delle canzoni celebrano le semplici gioie della vita e narrano di personaggi che cercano di farcela nonostante i delicati equilibri delle proprie famiglie e i tempi difficili in cui viviamo. Sono racconti che cercano di abbracciare la luce e trovare sempre il lato positivo delle cose. Chitarre in evidenza in puro stile sudista anche in Don’t Mind If I Do, mentre la voce di Starr è sempre più bella e limpida. Altro pezzo che ci è piaciuto molto è la superba e bellissima Watcha Know Good scritta da Charlie Starr con Brent Cobb, cugino del produttore Dave Cobb e protagonista nel 2023 di un ottimo album solista Southern Star recensito dal sottoscritto su Frastuoni. Seguono Other Side Of The Light, un country rock d’annata, e la scoppiettante Little Big Crazy dove si distinguono i cori delle Black Bettys in apertura. Chiude il disco Barefoot Angel, una canzone d’amore in stile ballad dedicata alla moglie di Charlie Starr, con un solo di chitarra lancinante che vede ancora le Black Bettys a supporto della canzone.

Be Right Here è un disco nuovo con l’anima rivolta al passato, ha un suono dal forte impatto, fresco e spontaneo, dove si sente la magia di un gruppo di musicisti che si intendono alla grande, che hanno registrato dal vivo nello RCA Studio di Nashville, per poi rifinire il tutto a Savannah in Georgia, nella casa/studio di Dave Cobb, un disco che è anche pervaso dagli umori e dalle sensazioni dello sconfinato paesaggio dei territori del sud. I Blackberry Smoke torneranno dal vivo all’Alcatraz di Milano nell’unica data in Italia del 2 ottobre 2024, special guest The Steel Woods.

Andrea Masiero

 

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MOLLY TUTTLE & GOLDEN HIGHWAY
“City Of Gold”
(Nonesuch Records, 2023)

La cantautrice, chitarrista, suonatrice di banjo e insegnante di musica della tradizione bluegrass, Molly Tuttle, ormai non è più una sorpresa. Proveniente da una famiglia di musicisti, ha respirato musica tradizionale fin dall’infanzia e già dal 2017, anno del suo debutto discografico solista (con l’EP Rise), è stata insignita del premio, per la prima volta assegnato ad una donna, quale Guitar Player ot the Year dalla International Bluegrass Association (premio assegnatole anche nel 2018). Dopo un paio di album di transizione (When You’re Ready del 2019 e il disco di cover But I’d Rather Be With You del 2020) è con Crooked Tree che definisce la direzione del suo sound, un’energico bluegrass influenzato dagli amici Old Crow Medicine Show di Ketch Secor (compagno di Molly Tuttle), con i quali collabora e che sono presenti nell’album, oltre il grande virtuoso di dobro Jerry Douglas, qui anche in veste di produttore.

Crooked Tree fa incetta di premi e funge da trampolino di lancio per il seguente album di Molly Tuttle, City Of Gold, pubblicato nel 2023. Il suo mood è simile al precedente disco, ed è sempre prodotto da Molly Tuttle insieme a Jerry Douglas, ma stavolta l’artista fa a meno dei tanti ospiti presenti in Crooked Tree (oltre ai citati Secor e Douglas, Margo Price, Sierra Hull, Billy Strings, Gillian Welch …) e, ad eccezione di Dave Matthews, si affida alla sua sempre più affiatata backing band, i Golden Highway (Bronwyn Keith-Hines, Dominick Leslie, Shelby Means, il fratello Kyle Tuttle) con Ketch Secor unicamente in veste di coautore delle liriche. L’album si permea di storie sul tempo e sullo spazio (Next Rodeo, Stranger Things), favole sull’epopea della corsa all’oro (El Dorado, San Joaquin, More Like A River) e storie d’amore (Yosemite, When My Race Is Run, The First Time I Fell In Love, Goodbye Mary); c’è anche una Alice nel paese delle meraviglie trasportata nelle terre del Kentucky (Alice In The Bluegrass) e ci sono inni alla libertà (l’allegra Down Home Dispensary, la malinconica Where Did All The Wild Things Go, la femminista Evergreen OK). Con City Of Gold, Molly Tuttle celebra il senso di comunità e di amicizia che si prova suonando la musica che scorre nelle proprie vene insieme alle persone che si amano. City Of Gold bissa il successo ai Grammy dell’anno precedente e viene premiato come miglior album bluegrass dell’anno, confermando nuovamente, se ancora ce ne fosse bisogno, che la passione, la gavetta, l’amore incondizionato per la musica della propria terra possono, ancora oggi, pagare.

Rocco Sfragara

 

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ANJA HUWE
“Codes”
(Sacred Bones Records, 2024)

Assente dal palcoscenico da quasi tre decadi ed un lustro, la “queen” della Neue Deutsche Welle, Anja Huwe, voce delle X Mal Deutschland, formazione dotata di grande personalità e protagonista del movimento dark, con l’inatteso primo lavoro solista, sembra voler chiudere un capitolo “on hold” dopo l’uscita del gruppo dalla 4AD e le non convincenti prove dei successivi Viva e soprattutto Devils, lontane dai setosi vessilli adamantini che furono Tocsin e Fetish. Ma se gli “aficionados” del quintetto di Amburgo si aspettano di veleggiare nuovamente sulle rosse dune damascate dei capolavori datati 1983 e 1984, temo dovranno ridefinire le egoistiche velleità nonostante l’attitudine invariata della bionda Anja conservi agganci con il passato. Codes, prodotto in condivisione dalla chitarrista Mona Mur e dal sound-engineer Jon Caffery (Einsturzende Neubauten / Gary Numan / Joy Division / New Order) contiene nove canzoni fra melodie romantiche (Skuggornas, Hideaway), nostalgiche (Pariah, Zwischenwelt), qua e là dinamiche (O’Wald, Sleep With One Eye Open, Living In The Forest) o borderline (Rabenschwarz, Exit); l’irresistibile voce della Huwe, autentica protagonista del disco, racconta i cardini dell’anima affrontando i difficili temi paura/dolore/desiderio/speranza alla ricerca di felicità perdute, non rinnegando l’essenza umana. L’insieme suona vitale, apprezzabile, in grado di accendere gli entusiasmi di vecchi ed eventuali nuovi estimatori: a farla breve un gradito ritorno, sicuramente consigliato, coraggiosamente avventuroso considerando la rilevanza/influenza dell’artista nelle generazioni post ’80/’90.

Luca Sponzilli

 

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