In una delle giornate più calde dell’estate, Mantova ha accolto circa 9.000 persone provenienti da tutta Italia e dall’estero. Sotto un sole rovente, fin dalle prime ore del pomeriggio, una fila lunghissima di persone si è mobilitata per raggiungere le mura della città, Piazza Sordello è stata protagonista di una pacifica invasione per celebrare uno dei grandi eroi di Woodstock ancora in circolazione e non ci sono termini adeguati per parlare della leggenda di Carlos Santana. Pubblico misto formato in prevalenza da persone sulla sessantina e qualche giovane di belle speranze. Nell’aria odori forti di sudore, deodoranti ascellari, vapori di sigarette elettroniche e un leggero fumo proveniente da qualche ciuffo d’erba. Sui mega schermi scorrono le immagini del mitico raduno di Woodstock del 1969, dove Santana si presentò con uno spettacolo memorabile, complice una band leggendaria tra cui spiccava un giovanissimo Michael Shrieve alla batteria, più volte inquadrato dalle telecamere del tempo. Oggi, al concerto che ha aperto il Mantova Summer Festival 2025, alla batteria c’è la moglie di Carlos, Cindy Blackman Santana, che regna sovrana sul palco, sostenuta dalle percussioni di Karl Perazzo e Paoli Mejìas e dal basso del grandissimo Benny Rietveld. Tommy Anthony alla chitarra ritmica, Andy Vargas e Ray Greene alle voci, David K. Mathews alle tastiere e, naturalmente, re Carlos alla chitarra solista, completano una band eccezionale che si muove come un perfetto meccanismo d’orologeria. Appare in versione ospite anche Paolo Rustichelli, noto compositore e pianista italiano, amico e collaboratore di Santana in alcuni dischi del passato.
La serata si apre con Crowd Rain Chant mixata con Soul Sacrifice ed è subito un delirio di applausi da un pubblico caloroso e felice di assistere all’evento. La potenza della musica mescolata alle immagini video fa un certo effetto, come ha scritto qualcuno, Santana, oggi, non suona come negli anni ’70 ma suona come Santana nel 2025, ci sembra ovvio e crediamo che nessuno si aspettasse qualcosa di diverso, si ama Santana perché è Santana. La potenza del sound comunque è grandiosa, la sezione ritmica ha un impatto devastante e quando Carlos pennella i suoi assoli è pura magia, brividi dall’inizio alla fine, come essere su un ottovolante e andare a tutta birra. Scorrono tutti i pezzi che hanno fatto storia, da Jin-go-lo-ba fino a Maria Maria, passando per Oye Como Va, Black Magic Woman e Gypsy Queen. Re Carlos rimane seduto su uno sgabello per quasi tutto il tempo del concerto, la chitarra sembra un’estensione del suo braccio e le note prodotte sono come un alito di vento, è tutto così naturale da sembrare quasi irreale, lascia molto spazio ai componenti della band anche per mettere in risalto l’eccezionalità dei singoli musicisti di cui si è circondato. Sul palco infatti si è ricreato una sorta di cerchio magico del suono dove al centro c’è lui “el curandero dell’anima” e l’imponente set di tamburi della moglie Cindy, a richiamare la potenza dell’eterno femminino. Proveniente alla scena jazz, la batterista era salita alla ribalta della cronaca quando era in tour con Lenny Kravitz nel 1993, la ricordiamo super cool anche nel famoso video di Are You Gonna Go My Way. Tutto il concerto sembra essere intriso di grazia e spiritualità oltre che di grande professionalità, vedere Santana dal vivo è un’esperienza a tratti mistica tanto è coinvolgente e se ne esce sempre un po’ frastornati ma felici. Apice emotivo del concerto quando viene eseguita Samba Pa Ti densa di assoli e con una toccante dichiarazione in favore della pace. Il finale invece, dopo la super hit Corazón Espinado, è tutto dedicato alla ritmica selvaggia della batteria di Cindy in versione “woman power” che mette tutti a tacere con Toussaint L’Ouverture. Semplicemente devastante. Si chiude con Smooth, altro meraviglioso tormentone tratto da Supernatural del 1999 e stavolta è impossibile non ballare “to the sounds of the guitar played by Carlos Santana”.
Setlist:
- Aurora Borealis
- Woodstock Chant
- Soul Sacrifice
- Jin-go-lo-ba (Babatunde Olatunji cover)
- Evil Ways (Willie Bobo cover)
- Black Magic Woman/Gypst Queen
- Oye Cómo Va (Tito Puente cover)
- Maria Maria
- Foo Foo
- Everybody’s Everything
- Bass solo di Benny Rietveld
- Samba Pa Ti
- Batuka
- No One To Depend On
- She’s Not There (The Zombies cover)
- Scripture
- Hope You’re Feeling Better
- In a Silent Way (Miles Davis cover)
- Red Ribbons
- The Game of Love
- (Da Le) Yaleo
- Put Your Lights On
- Corazón Espinado
Bis:
- Sentient
- Toussaint L’Overture (drum solo di Cindy Blackman Santana)
- Smooth
Andrea Masiero