CHIPPENDALE / GUSTAFSSON / PUPILLO
"Melt"
(Trost, 2016)

Chippendale : Gustafsson : PupilloPenalizzato da un audio per niente ottimale, ma sufficiente a dar conto dell’infernale “girone dantesco” del proprio tribale caos sperimentale, ecco le tre tracce del progetto di Mats Gustafsson, sax “avant-jazz” scandinavo dei The Thing, nell’occasione insieme alla furia “delle pelli” di Brian Chippendale dei Lightning Bolt e alla pazzia di un basso di casa nostra targato Massimo Pupillo degli Zu. Melt è una potente droga delirante che per un’oretta, o giù di lì, s’impossessa di stereo e quiete per spargere il suo elegiaco veleno a base di free-jazz core, crudeltà nonsense e psicosi dadaista di latrati, larsen, inneschi e cybernetiche visioni a go go.

Dicono (loro) che “in un futuro ora immaginabile, verrà un luogo non luogo nel quale un potente squarcio di luce che renderà la vita più accettabile. Questo antidoto al quotidiano – appunto – si chiamerà Melt”, e se lo dicono loro facciamo buon viso e ancor più buone orecchie a questa massa indiavolata di tutto, caratterizzata da tracce che disseminano tutt’intorno un “futurismo” votato interamente all’alienazione della struttura umana e melodica. E non è poco.

Tra Zu, Jaga Jazzist, Child Abuse, Naked City, i primi Sun 0))), il trio esonda suoni e complotti avantgarde copiosi, come nei trentadue minuti epilettici di Faces Of Fear. Trasformed. Melted o nelle ossessioni metedriniche dei quarantasei minuti di Flesh. Trasformed. Melted. Lo sciamanesimo che divora Melt è il flusso rovente di una ricerca, di un impatto/scossa dilatato nei rumorosi silenzi della sperimentazione, della pazzia come forma compiuta dell’intelligenza acuta.

Deboli di cuore? Alla larga!

Max Sannella