Tag: Luca Sponzilli

VIRGIN PRUNES
“A New Form Of Beauty (Deluxe Edition)”
(BMG Records, 2024)

Tra le formazioni più singolari ed originali fuoriuscite dal calderone della new wave, i Virgin Prunes sono stati protagonisti e pionieri di una corrente che univa arte visiva, cabaret macabro, dadaismo, esoterismo, tribalismo e musica; una forma teatrale nella quale emergevano le talentuosità di ogni singolo componente. L’ensemble formatasi a Dublino sul finire degli anni ’70 composta dal frontman Gavin Friday, dal vocalist Guggi, dal performer Dave-Id, dal chitarrista Dik fratello di The Edge degli U2, dal bassista Strongman ed infine dal batterista Pod, prima delle mitizzazioni dark di … If I Die, I Die e di The Moon Looked Down And Laughed prodotti rispettivamente da Colin Newman (Wire) e Dave Ball (Soft Cell) registravano una serie di singoli fra i quali uno in particolare in sette parti, divise in tre dischi EP rispettivamente nel formato 7″/10″/12″, intitolato A New Form Of Beauty concepito con l’intento iniziale di pubblicarne un box comprendente un libro ed un live su cassetta, testimonianza di un concerto tenutosi al Trinity College di Dublino nel novembre del 1981.

La prima edizione, A New Form Of Beauty 1-4, usciva nel 1983 per la Italian Records e manteneva intatta l’idea embrionale nonostante l’immagine ripulita e rifinita del gruppo, divenuto un quartetto dopo le defezioni di Guggi e Dave-Id , si allontanava da quella espressa ai tempi di Lipton Village. La compilation, formulata come concept-album, viene ora rimasterizzata e ristampata dalla BMG Records in due diverse edizioni, 2CD/3LP, arricchite da diverse bonus track di brani editi ma remixati dallo stesso Gavin Friday con la collaborazione del producer/DJ inglese Apparition, artista noto nella scena Trip-Hop Britannica, e di un artbook inedito di 16 pagine.

Quanto ai contenuti, la raccolta si contraddistingue per l’evidente vena sperimentale/avanguardista e per i testi borderline; una dimensione di eterna sublimazione onirica nel suo alternarsi fra sogno ed incubo, un muro di limpida follia eretto contro la normalità ebete. Un lavoro difficilmente collocabile o inquadrabile in un genere specifico, coinvolgente ed ipnotico, riconducibile alla natura rituale ed anticonformista dei Virgin Prunes (dallo slang dublinese “puri derelitti”) ma che si conferma a distanza di oltre 40 anni stravagante e geniale.

Luca Sponzilli

 

Link:

PINHDAR
“Humans”
(Fruits De Mer Records, 2024)

Reduci dall’ottimo Parallel, con il quale hanno ottenuto gli elogi dalle più importanti riviste musicali e gli unanimi consensi da parte di critica e pubblico, i Pinhdar tornano, a distanza di tre anni, con il singolo Humans, promenade accompagnata da un sublime quanto evocativo video, anteprima al secondo album A Sparkle On the Dark Water previsto per il prossimo 22 marzo. Ma facciamo un passo indietro. La band, sostanzialmente un duo composto da Cecilia Miradoli, voce/keyboards, e da Max Tarenzi, chitarre/synth, si forma a Milano dalle ceneri dei Nomoredolls, formazione indie-wave del sottosuolo underground meneghino.

La coppia artistica, promotrice tra l’altro di un importante festival internazionale (“A Night Like This”) accresce attraverso la promozione “Live!” il proprio background sviluppando un suono dove convivono elettronica, rock alternativo, singolarità eteree e trip-hop. La co-produzione di un mago della console quale Mr Howie B contribuisce al successo di Parallel ma è sul palco che i Pinhdar dimostrano il loro talento tra scale non convenzionali, refrain palpitanti ed atmosfere luminescenti.

La Miradoli è senza dubbio una fra le più belle voci femminili dell’attuale panorama rock, elegante ed adamantina mentre le convincenti ed emozionanti chitarre, soffiano come una folata di vento. Durante il recente tour estivo in Gran Bretagna, i Pinhdar si fermano a Bristol per vivere gli umori e gli stati d’animo della città portuale nota per aver dato i natali a Massive Attack e Portishead, due ensemble che hanno fortemente influenzato i lavori fin’ora pubblicati. L’incontro, non casuale, con Bruno Ellingham, nome di punta del Bristol Sound, porta i tre a collaborare alla realizzazione di nuovo materiale da incidere, confrontandosi e definendo le idee pregresse.

Registrato e remixato ai Riverside Studios di Bath, Humans, primo estratto da queste sessioni di lavoro, esplora le difficili tematiche delle relazioni umane utilizzando un linguaggio fatto di quiete, efferatezza e pura poesia. Il brano rimanda, nella sua insofferenza e nelle ritmiche downtempo, alla meravigliosa A Prayer For England dei Massive Attack, canzone contenuta nel gioiello 100th Windows ed interpretata con suggestiva intensità da Lady Sinead O’Connor, confermando ogni futura percezione.

Luca Sponzilli

 

Link:

45RPM REVOLVER

DENIZ TEK & JEFF DAHL
Love / Hate” 7″
(Cleopatra Records, 2023)

In casa Cleopatra si fa sul serio; dopo le recenti pubblicazioni riguardanti i Fuzztones, la label di Los Angeles licenzia nell’iconico formato 7″, l’inedita collaborazione fra due leggende del punk ’77/’80, Deniz Tek, frontman degli australiani Radio Birdman, e Jeff Dahl (Angry Samoans, Cheetah Chrome, French Connection, Vox Pop). Facciata A: Hate è un classico esempio di garage-rock con i suoni un po’ grezzi e tipici delle band dei ’70 mentre il retro, Love, vagamente Stooges, è, negli arrangiamenti, più legato ai sixties risultando apprezzabile ed appassionante nel suo essere nostalgico.

LinkLove

 

THE CAPELLAS
“Take Your Chance With The Capellas” 7″EP
(Sweet Grooves Records, 2023)

Singolo d’esordio per il quartetto The Capellas, combo garage-beat inglese di Elsa e Mike Whittaker dei The Jack Cades, rispettivamente voce e chitarre della band. Le tracce dell’EP illustrano al meglio lo stile personale del gruppo, tra qualità sixties e rhythm and blues bianco. Due episodi per lato, la title-track e Greener Than Green occupano la facciata A, Good Woman e Who’s Been Walking (On My Floor) quella B, vivaci e danzerecci, riconducibili allo spirito del northern soul o alla scena merseybeat. Vocalità estese, quasi soul e mai aggressive, strumentazione cadenzata/midtempo tra linee melodiche, quasi pop, in grado di addolcire certe asprezze del rock’n’roll.

LinkTake Tour Chance

 

GHOULTOWN
Evil Eye
(Angry Planet Records, 2023)

Anteprima alla raccolta Best Of The Dead West Vol.1, Evel Eye, nuovo singolo dei Ghoultown, mantiene le stesse violente coordinate sonore dei lavori finora pubblicati da questi fuorilegge di Dallas. L’immagine poco rassicurante rimanda ai maestri del genere Motorhead/White Zombie ma in versione country-western mentre il brano è una impetuosa cavalcata tra garage-punk/hard-core e metal.

LinkEvil Eye

 

Spinout Nuggets Records
I 4 platter del lotto recensito qui di seguito, appartengono all’etichetta inglese Spinout Nuggets di Lee Grimshaw, noto DJ/producer/promoter, label del Devon, a sud-ovest della penisola britannica, specializzata nel recupero dei suoni Sixties appartenenti alle correnti del boogaloo, del garage, del mod, del R&B e del soul.

 

5.6.7.8’S / THE MASONICS
“Japan Tour Split EP” 7″EP

Nome di punta della scena surf degli anni ’90 e, in particolar modo, dell’etichetta per eccellenza del genere, la Estrus Records, le nipponiche 5.6.7.8’s hanno di recente condiviso il palco in compagnia dei Masonics, trio proveniente dal Kent e composto da due ex Thee Milkshakes, Mickey Hampshire e Bruce Brand rispettivamente chitarra/voce e batteria, più il bassista dei The Wildbeests John Gibbs. Da alcune sessioni registrate durante il tour nella terra del Sol Levante la label di Grimshaw ha deciso di pubblicarne uno “split single” contenente due brani per gruppo. Daddy Goes Out Jail e la cover, stravolta, di Help dei Beatles per le sorelle Sachiko e Yoshiko Fujiyama, 5 minuti di spontaneo e graffiante rock’n’roll anni ’50. The Masonics riprendono con selvaggia intensità New Rose dei Damned seguita dall’inedita e grintosa ballata punk’n’roll You’ve Been Warned con Miss Ludella Black ai cori.

LinkBandcamp

 

THE FALLEN LEAVES
Rosalina / Stay” 7″

Animati dallo spirito musicale britannico del ’77, i Fallen Leaves, tra le cui file militano due ex Subway Sect, Rob Symmons e Rob Green (rispettivamente chitarra/voce), più l’ex batterista dei Chords Brett “Buddy” Ascott, dimostrano che il Punk cercava, sotterraneamente, di recuperare l’innocenza del suono primitivo dei Sixties. Nel singolo Rosalina non si può fare a meno di notare pesanti influenze garage ed anche il modo di cantare coniuga rabbia con armonia; la title-track presente nel lato A, è in bilico tra Shadows Of Knight, Pretty Things e Stones mentre il retro, Stay, appena più violenta, è a metà strada fra Ramones e Who.

LinkRosalina

 

HIPBONE SLIM & THE KNEEJERKS
“From The Back Of Beyond” 7″EP

Quanto agli Hipbones Slim & The Kneejerks non hanno, credo, bisogno di presentazioni. Sir Bald Diddley, voce/chitarra, Pete Scoundrel, basso ex The Cybermen, e Bruce “Brash” Brand, batteria ex Thee Milkshakes, da sempre sostenitori della primordiale scena garage/rock’n’roll, dopo la parentesi “mainstream” con un loro brano incluso nella serie TV “Stranger Things”, confezionano questo 7″EP di 4 brani superiori alla media che difficilmente deluderanno gli amanti dell’organo farfisa. Cynics/grooves alla Creeps/Chocolate Watchband in Where You Gone? / Hey Casalina! / Celandine mentre Beyond The Ballad Of Beyond, con Mad Bongo Jeff ai bongos, è un oscuro strumentale dai riff chitarristici surf alla Link Wray.

LinkBandcamp

 

PALOOKA 5
“Radio Telescopes EP” 7″EP

I Palooka 5 sono sicuramente la formazione più singolare in casa Spinout Nuggets. L’immagine del quintetto e le sonorità sono un’equazione riuscita tra i b-movie di fantascienza degli anni ’50, la musica surf, i B’52s, per via dell’utilizzo dell’oscillatore LFO, e i Dizzy Satellites, formazione berlinese, di metà anni ’80, che mescolava garage/psych-noise e space-rock. L’EP Radio Telescopes segue l’ottimo album Alien Grace pubblicato ad inizio anno, guadagnandosi l’accesso all’affollato elenco di band da seguire con attenzione.

LinkRadio Telescopes

Luca Sponzilli