STEVE CRABTREE & THEE SYDES
(Ferrara, 3 maggio 2025)

È finito, in una serata ad alto tasso dionisiaco, il mini tour italiano di Steven Crabtree artista di culto della scena neo psichedelica degli anni ’80 che, con il suo gruppo The Things, ha all’attivo tre album. I primi due Coloured Heaven, del 1984, ed Outside my Window, del 1986, originariamente usciti su VOXX Records, sono stati recentemente ristampati dall’italiana MistyLane/Teen Sound, mentre il terzo, Things, del 1988 è su etichetta Epitaph. I Things furono tra i migliori esponenti della scena neo-garage/psych della West Coast degli anni ’80, uscirono anche con la loro A Trip To My House nella storica compilation Battle Of The Garages, sempre della Voxx Records, nel volume III dei quattro dischi pubblicati dal 1981 al 1986, dove sono condensate le band che diedero ossigeno al movimento paisley underground di quegli anni, ma che non trovarono la strada del “successo commerciale” come i più noti Dream Syndicate, Rain Parade, Long Ryders, Green on Reed, Three O’ Clock e Bangles.

Steven Crabtree è un artista che ha saputo ricreare un sound denso e corposo, che trova le sue radici nei Byrds di Roger Mc Guinn, nelle melodie lisergiche di certi Beatles e nelle virate psichedeliche-orientaleggianti dei Love di Arthur Lee, un mix di grande stile ed eleganza che mette insieme folk, rock, country, blues e cabaret. Ad accompagnarlo, nel giro dei locali su e giù per l’Italia, mister Massimo Del Pozzo, un eroe nel panorama musicale italiano, oltre che chitarrista già con The Others. Massimo è titolare di una etichetta discografica, la Misty Lane, che, con la sua consociata Teen Records, ha in catalogo più di 300 titoli con ristampe e pubblicazioni dei più oscuri e appetitosi gruppi garage/beat/mod/surf/soul/psych dagli anni ’60, fino ai nostri giorni. La sua ultima creatura sonora, con cui si presenta dal vivo, è Thee Sydes, un power trio, dall’impronta acidissima, che vede Gert Del Pozzo alla batteria e Paolo Muti al basso e cori.

La serata inizia presto al circolo Black Star di Ferrara con spaghetti al pesto & birrette e il DJ set di Olimpia-Mr Koiz che ci spacca i timpani. Salgono sul palco i Chow, un gruppo di Bologna nato dalle ceneri di The Tunas e The Classmates, i ragazzi dichiarano che amano mangiare, l’autunno sulle colline, vecchi dischi punk-rock, il quartiere S. Donato in periferia, gli Screaming Trees e i Blue Cheer e ce ne rendiamo subito conto. Attaccano a suonare e sgranellano un rosario di pezzi diabolici con derive psichedeliche che sfocia nel finale di The End, un omaggio ai Doors. Peccato per qualche inconveniente tecnico dovuto all’impianto di amplificazione e all’acustica della sala, non delle migliori, ma sono dettagli ininfluenti per un pubblico galvanizzato dall’evento.

Dopo l’opening act dei Chow, arrivano sul palco i Thee Sydes con una partenza al fulmicotone, che incendia le sopracciglia dei tipi più vicini al palco. Appare Steven Crabtree capelli lunghi grigi, occhiali da nerd, camicia e gilet, collane e spillette, un vero hippie della scena dei bei tempi di San Francisco, chitarra a tracolla ed un atteggiamento da vero outsider, canta quasi tutte le canzoni dei primi due dischi dei Things. Massimo ci tiene a precisare, fin da subito, che sono state fatte pochissime prove prima del concerto, un’ora e mezza circa e poi via on the road con Steven per presentarlo al pubblico italiano. La band è in palla e rivisita, con un bel groove, i vari pezzi, Steven Crabtree chitarra e voce, mantiene un atteggiamento più cool e distaccato, cercando di catalizzare l’energia del gruppo. Il concerto prende il volo con It’s Not The Way e la bellissima She Came Out Of The Sky mentre All The Time chiude la serie dei brani del primo disco Coloured Heaven. She Move Me Slowly, tra ritmiche di batteria e giri di chitarra, sembra un pezzo degli Stone Roses inglesi degli anni ’90, ci ha incantato. Can’t Get Enough riporta la barra di controllo nei sixties, micidiale. Young And Wild, Trip To My House e Outside My Window ci portano verso il finale che si arricchisce con due cover da veri maniaci: The Letter dei Box Tops dell’amatissimo Alex Chilton e Pushin’ Too Hard dei Seeds di sua maestà Sky Saxon.

A fine serata abbiamo fatto una chiacchierata con Massimo che ha ammesso di aver perso la voce nella settimana precedente ed era sinceramente dispiaciuto per la sua resa canora durante l’esibizione. Ancora provato emotivamente dal concerto e carico a molla, dichiara il suo amore smisurato per i Things, da cui è stato molto influenzato musicalmente, sentimento che lo ha portato ad avvicinarsi a Steven Crabtree, e da buon fan/stalker è riuscito a convincerlo a ristampare il primo album su etichetta Misty Lane, poi il secondo, fino ad accettare di andare in tour insieme: un fatto che ha dell’incredibile, a pensarci bene. Una cosa che non capita tutti i giorni e noi siamo contenti di avere fatto parte di questa follia in una serata come questa. Massimo ha raccontato alcuni aspetti del suo lavoro, non ultimo anche quello di editore e curatore che lo ha visto recentemente pubblicare l’autobiografia di Greg Prevost: “On The Street I Meet A Dog”, un libro dettagliatissimo con inserto fotografico che racconta la vita del leader dei Chesterfield Kings e della sua band, una figura fondamentale della musica di quest’ultimo periodo. Passione e amore per il lavoro che condivide con la compagna Alessandra Monoriti che si occupa dell’art work delle copertine dei dischi, del packaging e di molto altro. Alla fine abbiamo stabilito che l’elemento unificante, in tutto quello che si crea, è il cuore e il rispetto delle persone con cui si collabora. Metterci il cuore, è l’unica via d’accesso alla realizzazione dei propri desideri e alla creazione di veri e propri miracoli, come aver rimesso in pista Rudi Protrudi nel 1999 dopo anni di assenza dalle scene, rinnovando l’interesse per la sua band, i Fuzztones. Suonare la chitarra in tour con i Gonn e fare un disco con loro o collaborare con il mitico Shelley Ganz e ristampare tutta la discografia degli Unclaimed, incredibile ma vero.

In chiusura alleghiamo la set list delle canzoni eseguite durante il concerto e vi lasciamo con una notizia che doveva restare un segreto, ovvero la pubblicazione, a breve, si spera fine 2025 o inizio 2026, di un nuovo album ufficiale dei Things, manco a dirlo su etichetta Misty Lane: una raccolta di canzoni inedite e meraviglie varie che si preannuncia come un capolavoro. Perdonaci Massimo non potevamo tenercelo solo per noi di Frastuoni.

Andrea Masiero

 

Set List da Coloured Heaven:

  • Eyes Of A Child
  • I Won’t Be There
  • It’s Not That Way
  • She Came Out Of The Sky
  • Coloured Heaven
  • Why Am I Waiting
  • All The Time

Set List da Outside My Window:

  • She Move Me Slowly
  • Everytime
  • Can’t Get Enough
  • Love Is Gone
  • You Can’t Deliver
  • Look What You’re Doing
  • Young And Wild
  • Trip To My House
  • Outside My Window

Cover:

  • The Letter (Box Tops)
  • Pushin’ Too Hard (The Seeds)
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