La dimensione “live” è il segno distintivo dei Three Low Bias che hanno esordito nel 2023 con il disco omonimo su etichetta Dischi Soviet Studio, un lavoro che si ispirava alla cosidetta Weightless Trilogy del regista culto Terrence Malick, dove vengono prese di mira tre pellicole: “To The Wonder”, “Knight Of Cups”, “Song To Song”. Il disco è stato registrato dal gruppo durante delle esibizioni dal vivo al Germi di Milano, mentre le immagini dei film scorrevano alle loro spalle in una sorta di happening musicale. Musica per film o per colonne sonore immaginate, improvvisazione, free jazz, post rock, indie, psichedelia, difficile dare una definizione ed etichettare il lavoro dei Three Low Bias, un’opera unica nel suo genere nel panorama musicale italiano, meglio allora provare l’esperienza diretta di un loro spettacolo/concerto.
Alberto N.A. Turra chitarra, Giovanni Colella basso, Diego Galeri batteria, sono i Three Low Bias, un trio di musicisti che per l’occasione, all’Officina 19, hanno musicato il melodramma psichedelico “Enter The Void”, un lavoro scritto e diretto nel 2009 dal regista Gaspar Noé, dando vita ad una serata che rimandava agli esperimenti musicali all’UFO club di Londra nei primi anni ’60. La pellicola è ambientata a Tokyo, una città immersa in una miriade di neon colorati, dove due fratelli smarriscono le loro vite tra sesso e droga. Quando uno dei due muore, avrà un’esperienza extrasensoriale che lo porterà a rivivere i traumi del passato e alla fine a reincarnarsi. Un film intriso di aspetti tecnici innovativi con continue riprese dall’alto, un rincorrersi degli attori da una strada all’altra della metropoli e un fluttuare della macchina da presa tra interni ed esterni degli ambienti, incontrando personaggi ambigui che si rivelano in numerose scene di sesso. La critica non ha ancora deciso se catalogare Gaspar Noé come un genio, al pari dei suoi modelli di riferimento (Kubrick e lo stesso Malick), o se ridimensionarlo piuttosto ad artista autoreferenziale che parla solo a se stesso. Nonostante questo, il film, proposto in modalità ridotta rispetto alla durata originale, è una sorta di buco nero che ti risucchia creando un senso di vertigine causata dalle riprese inusuali e a volte asfissianti.
I Three Low Bias propongono un set elettrico di circa un’ora e mezza che non concede pause, il drumming di Galeri crea un tappeto ritmico costante, sicuro, un pulsare continuo che ci fa vibrare e rimanere attaccati alla nostra percezione del mondo, mentre Turra e Colella provano, in tutti i modi, a scardinare le nostre certezze. La chitarra lancinante e spaesante crea ambienti sonori inquietanti, rarefatti, liquidi, che fanno da contraltare alle immagini che filano via nello schermo, mentre il basso sostiene, e mette in risalto, il dialogo tra gli strumenti e le scene del film. Musica come testimonianza di un momento unico, musica del qui e ora, hic et nunc che, nella tradizione buddista, rappresenta il punto focale dell’esperienza umana, il momento in cui la realtà è vissuta e il cambiamento è possibile, quindi musica ogni volta nuova che si genera all’istante. Musica come flusso di coscienza, improvvisazione radicale, immagini di sesso, dialogo strumentale a tre voci, elettronica, noise, luci rosse e un palco minimalista, ci sono tutti gli ingredienti per uno spettacolo che potremmo definire avanguardistico e di grande impatto, qualcosa che in Italia si vede raramente. Del resto i musicisti in questione non sono nuovi ad esperienze musicali di alta qualità. Alberto N.A. Turra è uno stimato chitarrista in ambito jazz, presente in vari festival internazionali tra cui quello di Victoria Gasteiz (Paesi Bassi) International Jazz Festival di Saalfelden (Austria) e ai nazionali Torino Jazz Festival, Milano Jazz Festival, Udine Jazz, Roma Jazz Festival. Inoltre ha collaborato con Roy Paci “Corleone”, Pierpaolo Capovilla, Sara Stride e altri, ha pubblicato un disco solista presentato al Festival Chant Records, etichetta di New York di musica sperimentale. Giovanni Colella, polistrumentista e produttore, ha messo il suo lavoro a disposizione di vari progetti, collaborando con Delta V, Frankie Hi-Nrg, Kalweit And The Spokes, Adam Carpet solo per citarne alcuni. Diego Galeri batterista con i Timoria, Miura, Adam Carpet. Oltre ad aver dato vita ad un suo progetto solista di musica elettronica del 10, approda recentemente al duo sperimentale Pantalon con cui pubblica nel 2022 Albun, nel 2023 è invece con il gruppo rock I Fiumi.
Andrea Masiero